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FUORI

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Padre italiano, madre inglese, umbra d’origine natale, romana d’adozione, e un mix di altre città e vite tra l’infanzia e l’adolescenza, si avvicina al teatro a 16 anni, prendendo parte a diverse rappresentazioni durante il liceo, finito il quale si iscrive al test d’ammissione all’università, lo supera, ma decide di partire per l’Australia, a 18 anni, per imparare e perfezionare l’inglese prima di iniziare una nuova vita in Italia.
Lì, nel paese upside down, lavora e va in scena con spettacoli off nel Queensland, principalmente a Brisbane.
Tornata in Italia frequenta uno stage di recitazione con Amanda Sandrelli e Blas Roca Rey,
di cui curerà poi la regia dello spettacolo “Fantasma Blu” come aiuto a Lorenzo Gioielli.
inizia così un sodalizio artistico con il regista attore Lorenzo Gioielli che affianca in diversi spettacoli
lavorando tra gli altri con Alba Rorhwacher, Rolando Ravello, Laura Lattuada e Giancarlo Zanetti, Nini Salerno, Franco Oppini, Barbara Terrinoni, Virginia Raffaele, Siddartha Prestinari, Alberto Bognanni, Enrica Rosso, Simone Colombari.
Nel frattempo viene ammessa, ottenendo una borsa di studio, all’Accademia Europea D’Arte Drammatica,
dove studia per tre anni in italiano e in inglese, si diploma in Recitazione,
e si laurea presso l’Università di Malta con una tesi sul Ritmo nel teatro, ed un essay in lingua inglese,
contemporaneamente continua a lavorare in teatro con Lillo e Greg (Far West Story) ed in piccole produzioni indipendenti.
Lavora poi in teatro come attrice mentre conclude, per il momento, la carriera registica per dedicarsi a quella attoriale, con la messa in scena di “Mille Bolle Blu“, spettacolo musicale, in anteprima al teatro Mancinelli ad Orvieto, poi in scena alla Sala Umberto di Roma (stagione 2012-2013) successivamente in tournée,
di cui scrive i testi assieme al giornalista Gino Castaldo e ne firma la regia.
Nell’ultimo anno ha preso parte al film di Alfonso Bergamo “Tender Eyes”, interamente girato in inglese,
recitato in diversi cortometraggi, spot e video musicali.
E continua sempre a studiare perché questo mestiere spinge sempre ad andare avanti.

DENTRO

La prima volta che mi hanno chiesto “parlami di te” ad un provino,
ho guardato il regista e mi sono chiesta quanto tempo avessi,
e che cosa dire,
ed è quello che mi sto chiedendo anche adesso.
Provo a buttare giù qualcosa,
sapendo che sono solo frammenti,
ma pur sempre parte di un tutto.
Penso sempre che ci sia del tempo,
e che non sia mai troppo tardi,
ed è vero l’attimo prima in cui ci si decide a fare qualcosa,
ed in ogni caso ho sempre gli orologi spostati di mezz’ora in avanti.
Credo che quello che devi o vuoi fare lo sai già dentro di te,
che tu lo faccia davvero o meno, che ci provi o meno,
che ci riesca o meno, che tu lo ammetta o che ti celi dietro scuse e scusanti.
Sento la vita, il mio essere viva, in miriadi di momenti,
e non posso che esserne grata, e un sorriso mi riempie sempre,
di quelli che si posano sulle labbra e poi scivolano giù,
a riempirti ogni angolo.
E penso che la luce sia tanto, a volte tutto.
E che al buio i pensieri crescono o è solo l’immaginazione,
libera delle mani che la tengono per farle attraversare strade che
sono già disegnate, mentre lei salta e crea alternative,
e che i sensi sono il modo che ha la vita per toccarci,
e i ricordi quello per non lasciarla andare.
E che ci sono così tante vite da vivere,
che quando ci finisci dentro, anche solo per il tempo di uno spettacolo o di un ciak,
è meraviglioso comprendere ciò che c’è dietro un’azione, un gesto, un’emozione.
Ciò che amo di questo mestiere è il comunicare, lo scambio, il poter dare qualcosa,
che sia un ricordo o un rivivere un evento, una riflessione,
un piccolo cambiamento o un punto di vista diverso, e ogni cosa che può accadere
nello spazio di uno spettacolo, un’immagine, una battuta, un silenzio;
quel qualcosa che poi ti porti a casa, con te. E dentro di te.
In questo c’è tutta la ricchezza, la leggerezza, la bellezza –
la vita, sì – che racchiude, senza mai limitare, questo mestiere.
Ed io mi sento così, come mi sento fortunata quando accade,
quando posso farlo, anche solo in un provino,
in cui ti metti alla prova, in cui crei, in cui provi, e poi non sei mai soddisfatto,
e sai che puoi dare di più, e non vedi l’ora di farlo ancora, e ancora.
Dovunque sarà.

*Ovviamente non ho detto niente di tutto questo al regista,
non sono così matta.

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